1 Marzo 2001
Carnet

Nei panni del commissario

Chio gioca al “Cane di terracotta” deve pensare, agire, parlare come Salvo Montalbano, il celebre poliziotto ideato da Camilleri. Altrimenti... di Ciro Ascione

Niente paura non è un errore di impaginaione. Questa è sempre la rubrica di videogiochi, anche se si parla del commissario Montalbano. L'eroe dei romanzi di Andrea Camilleri è diventato il protagonista di un Cd Rom, scandalizzando chi non tollera le commistioni tra le forme espressive alte (i libri) e quelle basse (i giochini per computer). Ma sembra importare poco a Camilleri, che si divertiva a scrivere la sceneggiatura del Tenente Sheridan quando la Tv era guardata con sospetto dagli intellettuali. Il cane di terracotta, tratto dal libro omonimo, è consigliato a chiunque non abbia mai provato un gioco differente dal Solitario di Windows. La sua semplicità è disarmante, al massimo vi verrà chiesto di cliccare su un telefono che squilla o di esplorare una schermata alla ricerca di indizi. Oppure dovrete scegliere tra una rosa di frasi quella che più si adatta al temperamento scontroso e anticonformosta di Montalbano. Una risposta inadeguata comporta una "malafiura", che accellera il cammino del commissario verso il prepensionamento. Niente di troppo complicato: vostro figlio giungerà alla conclusione in meno di tre ore, voi ci metterete qualche minuto in più. I pregi del Cane di terracotta sono altrove. Nei disegni di Luigi Ricca dalle delicate tinte pastello, nelle musiche, nelle voci dei doppiatori che recitano con accento siciliano (Montalbano e Gigi Borruso). È la prima voltin Italia che un testo letterario viene trasformato in videogioco (o, come specificano gli autori, in un cartone animato interattivo). Il Cd è distribuito nelle librerie dalla stessa Sellerio che pubblica le opere di Camilleri. La fedeltà alla pagina scritta è superiore che in qualsiasi adattamento cinematografico, e chi porta a termine il gioco può tranquillamente dire di aver letto il libro. Chi l'ha già letto, invece, rischia di annoiarsi.