2 Marzo 2001
D La Repubblica delle Donne

Gioco romanzo

«Abbiamo lasciato tali e quali i dialoghi del romanzo. Camilleri ha supervisionato tutto e alla fine ne è rimasto entusiasta»

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Anche l’Italia procede sulla stessa scia, benché con uno stile più “elitario” rispetto al clamore americano. È la casa editrice siciliana Sellerio a fare il primo passo con la pubblicazione diIl cane di terracotta, tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri, che della casa editrice è l’invidiato best seller. «Non era cosa facile produrre un CD-ROM su un libro che avevamo pubblicato noi: bisogna affrontare con estremo rigore il problema del rapporto tra il romanzo e questo cartone interattivo», ammette Antonio Sellerio, l’editore. «Il che abbiamo seguito è stato quello della massima fedeltà: abbiamo lasciato i dialoghi tali e quali a quelli del romanzo, salvo qualche eccezione dovuta alla durata del gioco, che non poteva essere eccessiva. Camilleri ha comunque supervisionato tutto e, alla fine, ne è rimasto entusiasta».E dopo la riuscita del primo esperimento già la Sellerio prevede, per il prossimo autunno, unvideogametratto da un’altra opera di Andrea Camilleri,La forma dell’acqua: «Per adesso vogliamo continuare su Camilleri in modo che l’enorme lavoro che abbiamo fatto ci possa tornare utile. Inoltre, il romanzo di Camilleri è già di per se una perfetta sceneggiatura, cosa che non accade con altri autori». E già così, il lavoro è comunque stato molto impegnativo:per le illustrazioni, le musiche, la recitazione dei dialoghi, la regia e la realizzazione del software hanno collaborato non meno di cinquanta persone. Ma, tra l’intervento di Im*media, la società software che ha proposto il progetto, e tutte le altre persone esterne alla casa editrice, il rischio non è quello della naturalizzazione? «Noi» continua Antonio Sellerio, «non vogliamo assolutamente cambiare la nostra natura: per ora questo è stato un esperimento che ci ha dato soddisfazione, niente di più. Le strade che possono poi derivare da questa esperienza sono tantissime e sarebbe assurdo decidere a priori di non percorrerle. Quello che possiamo dire adesso è che vorremmo continuare con una piccola produzione ad alto livello».
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