29 Settembre 2007
Giornale di Sicilia

Arriva la Costituzione dei buoni esempi. A scuola nuovo progetto per la legalità

Fondazione in memoria di Paolo Borsellino. Iniziativa per gli studenti e gli istituti carcerari. Si studierà anche lo Statuto siciliano. Il magistrato Russo: «Importante la sinergia con Confindustria»

PALERMO. (vlc) La fondazione «Progetto legalità inmemoriadi Paolo Borsellino e delle altre vittime della mafia» torna tra i banchidi scuola per promuovere il «buon esempio». L'idea è di lanciare, attraverso filmati e testi, dei modelli positivi che diventeranno punti di riferimento per insegnare ai giovani la Costituzione italiana e lo Statuto siciliano. Un metodo di apprendimento che porterà gli studenti di ogni ordine e grado, istituti carcerari compresi, a sperimentare direttamente la convenienza e il valore delle regole. Ciascun partecipante diventerà così testimone e testimonial di legalità, richiamando al «buon esempio» anche gli adulti e le istituzioni.

Il protocollo d'intesa per la realizzazione del progetto «La Costituzione del buon esempio: fai crescere la tua Regione, l'Italia, l'Europa» è stato firmato ieri mattina al Dipartimento regionale alla Pubblica istruzione. Eranopresenti l'assessore regionale ai Beni culturali, ambientali e alla Pubblica istruzione, Lino Leanza, il direttore del Dipartimento regionale alla Pubblica Istruzione, Patrizia Monterosso, il presidente della fondazione Progetto legalità, Massimo Russo, il direttore del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria di Roma, Sebastiano Ardita, il direttore di Confindustria Sicilia, Giovanni Catalano, il direttore di Confindustria Caltanissetta, Giovanni Crescente, e il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Guido Di Stefano.

Il progetto propone un «meccanismo inverso», spiega Massimo Russo, perché «non parleremo di illegalità per arrivare alla legalità,mauseremo i buoni esempi e il rispetto delle regole. Chi amministra è chiamato a dare il buon esempio che chiediamo ai nostri ragazzi. Ecco perché è importante la sinergia con Confindustria Sicilia che ha preso posizione contro chi paga il pizzo».

«L'educazione alsenso civico - afferma l'assessore Leanza - parte dalla scuola e il richiamo alla Costituzione italiana e allo Statuto sicilianodeve far comprendere ai ragazzi cosa significa essere e diventare cittadini di una città, di una regione, di una nazione, dell'Europa, del mondo».

Il progetto propone agli studenti fatti reali: c'è il commerciante che denuncia una richiesta di estorsione, lo studente che dona una parte del suo fegato per salvare il padre, il titolare di un supermercato che assume un immigrato irregolare dopo aver sventato una rapina e altre storie di diritti umani, libertà, rispetto delle regole, lavoro, racket, bullismo, salute, disturbi alimentari. Per aderire al progetto le scuole dovranno presentare un'iscrizione online attraverso il sito www.progettolegalita.it.

Valentina Li Castri